Io, gli ignavi e il Berlusca

Ciao a tutti,

qualche sparuto lettore del mio blog sfigato per sfigati si sarà accorto che ultimamente sono tutto preso dalla politica locale e non.

In questo post quindi cambierò argomenti senza in realtà cambiare tema.

In questi giorni sto portando avanti una riflessione sulla mia nazione, il mio popolo, la mia terra.

Sono giunto alla conclusione che il decadimento sociale ed economico in corso è dovuto al fatto che ormai quasi più nessuno (salvo pochissimi coraggiosi) ha voglia di prendere una posizione netta nelle cose.

In altre parole c’è davvero pochissima gente che ha voglia di metterci la faccia per qualcosa in cui crede, ammesso che qualcuno creda ancora a qualcosa.

Purtroppo questo fenomeno è diffusissimo tra i giovani che a volte sono più imbolsiti e apatici degli ormai adulti o anziani. Conosco un mare di ragazzi che, seppure dotati di una certa convinzione ideologica, non si schierano perchè “non è conveniente”, perchè non bisogna esporsi in quanto un domani neanche troppo lontano forse si dovrà chiedere un favore a qualcuno e non bisogna essere “schedati” altrimenti ci si compromette.

Insomma pare proprio che per certa gente le convinzioni personali, l’impegno, lo sdegno ma anche le semplici opinioni non debbano essere mostrate perchè… non si sa mai.

Bene queste persone sono quelle che il Sommo Poeta indicava con il termine “ignavi”, coloro che vissero “sanza ‘nfamia e sanza lodo”, esseri insignificanti che, seppure colpevoli di una sorta di peccato di omissione non sono degni di stare nell’inferno come nel paradiso o nel purgatorio e che quindi pagano la loro pena nell’antinferno.

Dante li disprezzava forse più di ogni altra categoria di persone incontrate lungo il “cammino”, del resto il buon Alighieri è satto uno che in quanto a lottare per le proprie idee non scherzava.

Dante ebbe una tumultuosa vita politica, fu attivo tra i Bianchi di parte guelfa, si schierò coraggiosamente contro i Neri, fu processato, perdette i suoi beni, fu condannato a morte, passò il resto della sua vita in esilio affidandosi all’ospitalità di alcune generose personalità politiche del tempo.

Aveva una visione della vita che vedeva nell’impegno civile e politico il più alto grado di umanità raggiungibile su questa terra, la piena realizzazione dell’uomo per Dante poteva avvenire soltanto “prendendo parte” in maniera consapevole.

Ovviamente si può prendere parte per qualcosa di giusto o sbagliato, nessuno possiede la verità assoluta, ma cosa sia giusto o no è qualcosa su cui devono giudicare i posteri, ai contemporanei non interessa perchè per essi schierarsi dovrebbe essere naturale come respirare anzi di più, lo schierarsi per coloro che vogliono dirsi uomini dovrebbe essere l’impulso vitale quotidiano.

Tant’è che nei suoi versi li definisce come “sciaurati, che mai non fur vivi”. Gente cioè senza linfa vitale appunto, sottoprodotti della razza umana, dei non vivi, insomma in termini appartenenti a ben altra letteratura contemporanea: degli zombie.

Benissimo, da queste righe emerge tutto il mio disprezzo per questa categoria di persone in tutta sintonia (modestamente parlando ovviamente) con il celebre autore della Commedia.

Cosa ha a che fare tutto ciò con il Berlusca?

Ha a che fare eccome!

Vedete, è un bel po’ di tempo che nel guardare la faccia di Berlusconi non mi viene più l’orticaria. Ovviamente non perchè mi sia rincoglionito come Veltroni, che da un po’ di tempo non si capisce bene se ci è o ci fà, ma perchè ho capito che l’orticaria mi viene quando penso a tutta la gente che con la propria ignavia fornisce un sostegno non indifferente a questo, per me losco, figuro.

Quanti di voi conoscono qualcuno che ammetta apertamente di aver votato per lui o per i suoi scagnozzi?

O peggio ancora quanti di voi conoscono qualcuno che sappia argomentare il perchè lo ha votato?

O, il peggio del peggio,vi siete accorti che c’è sempre più gente che non esprime pareri politici aperatmente in una sorta di autocensura finalizzata al rimanere con un piede in due scarpe?

Troppa gente fa finta di non vedere le porcate che ha fatto e continua a fare da quando è “sceso in campo”,prime fra tutte le cosiddette leggi ad personam che poi tanto ad personam non sono visto che destabilizzano un intero sistema a vantaggio dei suoi compagni di merenda.

Bene, voglio sfogarmi, è questa la gente che mi fa schifo, mi rende nervoso, mi irrita perchè sono persone timorose, calcolatrici e attendiste. Perchè rinunciano alla libertà più nobile, quella cioè di esprimere il proprio pensiero, in nome di volgari calcoletti basati sulla comodità e sulla pigrizia nell’agire. È un comportamento nel quale si mescolano pavidità, indifferenza, insensibilità morale, egoismo e opportunismo.

Vedete, voglio dire una cosa che per qualcuno magari potrà sembrare una bestemmia.

Io ho grandissimo rispetto per i resistenti italiani e per i “ragazzi di Salò” allo stesso modo. Entrambi hanno scelto, chi nel bene e chi nel male, questo, ripeto, è un giudizio che viene a posteriori e anche in maniera pesante.

Ho rispetto per i ribelli dell’Europa orientale durante gli anni della Guerra fredda, i ribelli di Berlino nel 1953, di Budapest nel 1956, di Praga nel 1968, insomma per chiunque, in circostanze drammatiche e no, abbia deciso di gettare se stesso con coraggio sul piatto della bilancia.

Non posso dire la stessa cosa per quegli spagnoli che durante la Guerra civile rifiutarono di prendere partito per uno dei due campi e preferirono, in molti casi, l’esilio.

Non posso dire la stessa cosa per gli “attentistes” in Francia, dopo la disfatta del 1940 e gli anni di Vichy, o gli attendisti in Italia nell’ultima fase della guerra nonostante fossero in qualche modo giustificati dalle drammatiche circostanze di allora, circostanze per cui spesso schierarsi poteva voler dire morire.

Ma oggi non c’è una guerra in corso, viviamo in democrazia, possiamo dire la nostra eppure ci automutiliamo di parte della nostra umanità, stiamo lì in silenzio a fiutare il vento per decidere dove indirizzare le vele, non sapendo che così facendo le nostre barche si muovono ma noi non ne decidiamo la direzione.

0 Risposte a “Io, gli ignavi e il Berlusca”



  1. Ancora nessun commento.

Lascia un commento




Statistiche del Blog

  • 14,874 viaggiatori si sono imbarcati in questo blog

 

Luglio: 2008
L M M G V S D
« Giu   Ott »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031