Perchè Gulliver?

Perchè Gulliver è stupido e vanitoso come tutti gli uomini e rappresenta un po’ l’intera umanità.

Attraverso la vanità del suo personaggio Swift fa satira sociale e politica sistematica, come quando denuncia l’ardore bellicoso dei capi di stato, l’intolleranza religiosa o gli errori della scienza.

Nei primi due viaggi del libro “I viaggi di Gulliver” sono dei veri capolavori d’ironia, dove il protagonista viene calato in situazioni opposte: a Lilliput è onnipotente, a Brobdingnag invece si vede totalmente alla mercé degli altri.

Tuttavia nel primo caso viene condannato per aver pisciato sul palazzo reale dopo una sentenza assurda (voleva spegnere un incendio) che è l’icona dell’eccessiva burocratizzazione dell’amministrazione della giustizia mentre nel secondo caso diventa addirittura consigliere del Re.

Insomma Swift non risparmia giudici, politici e… neanche la religione e la scienza!

Infatti il terzo viaggio conduce Gulliver nel paese di Balnibardi, che appartiene all’isola volante di Laputa, dove l’eroe incontra un’accademia di bizzarri sapienti che elaborano teorie sbagliate. Prosegue poi per l’isola di Glubbdubdrid, abitata dai maghi, e quindi visita l’isola di Luggnagg, i cui abitanti sono condannati, loro malgrado, all’immortalità.

Nel corso del suo ultimo viaggio, Gulliver giunge al paese degli Houyhnhnms, magnifiche creature dall’aspetto equino, incarnazione della sapienza e della bellezza, che hanno saputo produrre un sistema di governo perfetto ed esercitano il loro dominio sugli Yahoos, esseri disgustosi che somigliano stranamente agli uomini. Malgrado le sue sembianze umane, Gulliver viene accolto con simpatia da un nobile Houyhnhnm, ma la loro amicizia è condannata come umiliante e contro natura dall’assemblea degli Houyhnhnms. Gulliver è quindi costretto a lasciare il paese e, dopo un viaggio movimentato, rientra definitivamente in Inghilterra.

Negli ultimi due viaggi il tono si incupisce nettamente: l’umorismo caustico cede il posto a una riflessione sull’umanità molto più disperata e cinica. Se nel destino del paese di Balnibardi, sottoposto all’autorità dell’isola volante di Laputa, si può leggere una metafora della situazione dell’Irlanda dominata dall’Inghilterra, il viaggio nel paese degli Houyhnhnms non si riferisce ormai più a un tema particolare, ma offre una più ampia e amara satira contro l’intero genere umano.

Insomma Swift non risparmia nessuno, ma proprio nessuno.

Ecco, io non sono un romanziere, non ne ho il talento, pero’ questo blog ambisce a non risparmiare nessuno esattamente come quel romanzo… ovviamente non sarò risparmiato nenach’io.

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